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Scialoadenite parotidea

Scialoadenite parotidea


La scialoadenite parotidea è una malattia caratterizzata da un'infiammazione temporanea o cronica di una delle ghiandole salivari. È un'infezione batterica di una ghiandola, solitamente dovuta all'ostruzione causata da un calcolo o dall'iposecrezione ghiandolare. La scialoadenite parotidea di solito compare in una ghiandola salivare a causa di iposecrezione o ostruzione del dotto, ma a volte si verifica senza che la causa sia identificata. Le ghiandole salivari più importanti sono la parotide, la sottomandibolare e la sublinguale, sebbene questa malattia si manifesti soprattutto nella parotide.

Si verifica frequentemente in pazienti anziani o in persone che hanno alcune malattie croniche, ma ci sono anche casi tra adolescenti con problemi di anoressia. I batteri che causano l'infiammazione sono diversi, ma il più comune è lo "staphylococcus aureus". Altri agenti comuni sono streptococchi e coliformi. In caso di scialoadenite diagnosi ed esami specialistici permetteranno di intraprendere quanto prima il giusto percorso terapeutico a seconda dei casi.

Scialoadenite parotidea: le cause

Ma quali sono esattamente le cause della scialoadenite parotidea? Tra le cause più frequenti abbiamo l’iposecrezione ghiandolare, i calcoli ostruttivi e le infezioni. Come abbiamo appena detto pocanzi il microrganismo che è più spesso coinvolto nella scialoadenite parotidea è il cosiddetto staphylococcus aureus. Tra gli agenti responsabili però possiamo trovare anche streptococchi e altri agenti virali. Abbiamo poi anche alcuni fattori predisponenti per la scialoadenite parotidea come ad esempio la disidratazione, traumi, uso di farmaci antidepressivi. La scialoadenite parotidea è molto frequente nei pazienti che sono affetti da xerostomia, ovvero la secchezza del cavo orale che viene causata da un flusso di saliva ridotto, o dalla sindrome di Sjogren, una malattia infiammatoria cronica autoimmune che è caratterizzata da secchezza orale e oculare.

Per quanto riguarda la diagnosi della scialoadenite parotidea si basa su una adeguata raccolta anamnestica e sull’esame obiettivo consistente in palpazione e spremitura della ghiandola durante una visita specialista otorinolaringoiatrica. In generale è comunque sempre opportuno completare lo studio con un’ecografia del collo così da confermare la diagnosi ed escludere la presenza di calcoli all’interno del dotto escretore della ghiandola interessata. In caso di dubbi sarebbe possibile ricorrere a metodiche di secondo livello come la TC o la Risonanza Magnetica.

Scialoadenite parotidea sintomi

In caso si sospetti una scialoadenite parotide ecografia e altri esami consentiranno di semplificare la diagnosi. Tra i sintomi ricorrenti di scialoadenite parotidea abbiamo gonfiore e dolore ma anche febbre, infiammazione, dolore ed eritemi. Quando si soffre di scialoadenite parotidea spesso si assiste anche alla possibile fuoriuscita di pus. In caso di scialoadenite parotidea sintomi tra loro anche molto diversi dovranno essere attenzionati con rigore così da intervenire il prima possibile. I sintomi principali della scialoadenite parotidea sono dolore e comparsa di una tumefazione monolaterale con arrossamento della cute sovrastante. Nel comprimere la ghiandola coinvolta, che appare dura e diffusamente dolente, a volte si può evidenziare la fuoriuscita di pus dal dotto escretore della ghiandola. A tali sintomi si possono associare anche altri problemi come febbre, brividi e cefalea. Le forme croniche o recidivanti possono decorrere in modo quasi del tutto asintomatico.

Scialoadenite diagnosi e trattamento

Per una corretta diagnosi di scialoadenite il medico deve eseguire test clinici per confermare la malattia. Pertanto ordinerà l'ecografia e persino la risonanza magnetica per avere un'immagine chiara dello stato della ghiandola interessata e dell'area vicina. In questi casi viene anche prelevato un campione di pus per il test in laboratorio. Il trattamento abituale consiste nella somministrazione di antibiotici antistafilococchi tre o quattro volte al giorno. Si raccomandano anche collutori alla clorexidina per aiutare a ridurre la presenza di batteri in bocca. In caso di scialoadenite parotidea cronica, il medico probabilmente consiglierà la rimozione della ghiandola sottomandibolare. In una piccola parte dei casi, però, non è necessario effettuare il trattamento.

Scialoadenite parotidea: la prevenzione

Anche nel caso della scialoadenite parotidea prevenire è sicuramente molto meglio che curare. Prevenire le infezioni delle ghiandole salivari non è possibile al 100%, ma mantenere una buona igiene orale aiuta a prevenire molti casi di infezione batterica tra cui anche la scialoadenite parotidea. Ricordiamo che il trattamento per la scialoadenite parotidea varia soprattutto a seconda dell’eziologia. Quasi sempre si ricorrere alla terapia antibiotica con abbondante idratazione e uso di agenti che stimolano la salivazione. Nelle forme croniche di scialoadenite parotidea potrebbe essere indicato un trattamento chirurgico da parte dell’otorinolaringoiatra. Ricordiamoci sempre che la scialoadenite parotidea è una infiammazione acuta o cronica di una delle ghiandole salivari.

Di solito interessa la parotide o la ghiandola sottomandibolare. Esistono però anche dei rari casi di scialoadenite delle ghiandole salivari minori, soprattutto quelle del palato duro o del labbro. L’infiammazione della ghiandola parotide potrebbe svilupparsi anche in pazienti che hanno avuto una radioterapia alla cavità orale o con iodio radioattivo per cancro alla tiroide. Anche se descritta come scialoadenite parotidea, tale infiammazione è spesso dovuta a batteri, soprattutto quando si ha l’assenza di febbre.
Scialoadenite parotidea